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Jennifer Choo a Imola


Ortocheratlogia in Pole Position


Imola 19 - 20 Ottobre 2008


Il 19 e 20 ottobre scorsi a Imola (Bo) si sono svolte due giornate di aggiornamento in ortocheratologia organizzate dall’ AIOK (Accademia Italiana di Ortocheratologia) in collaborazione con S.Opt.I. (SocietÓ Optometrica Italiana). L’incontro prevedeva sia un corso di base, per i contattologi che si avvicinano ora al mondo dell’ortocheratologia, sia un corso avanzato per esperti, nei quali si sono alternati come relatori:  Jennifer D. Choo, Carlo Lovisolo, Antonio Calossi, Marino Formenti, Alessandro Fossetti, Riccardo Olent, Salvatore Pintus e Giuseppe Toffoli.

Ospite d’onore Ŕ stata Jennifer Choo, ricercatrice australiana che sta dedicando gran parte dei suoi studi alla comprensione dei meccanismi istologici, che permettono il modellamento del tessuto corneale.

L’intervento della Choo si Ŕ articolato in due parti. Nella sua prima relazione ha illustrato uno studio condotto su un modello animale per studiare la ridistribuzione del tessuto corneale, in conseguenza all’applicazione di lenti per ortocheratologia. I risultati hanno mostrato una significativa variazione di spessore dell’epitelio corneale indotta dall’applicazione di lenti a geometria inversa nelle zone centrale, paracentrale e periferica della cornea. La tecnica istologica utilizzata per analizzare il tessuto, non ha permesso invece di mettere in evidenza l’eventuale interessamento dello stroma corneale. La seconda relazione illustrava i risultati di uno studio, condotto nuovamente su modello animale, per valutare se le modificazioni tessutali indotte dall’ortocheratologia possono essere considerate una compromissione dell’epitelio, tale da favorire una maggiore incidenza di cheratite microbica. Nei gatti, a cui sono state applicate le lenti per ortocheratologia, non si Ŕ sviluppato alcun caso di cheratite microbica, malgrado la massiccia esposizione ai batteri a cui sono stati sottoposti durante lo studio. Questo dimostra che il modellamento corneale di per sÚ non Ŕ un fattore di rischio per la cheratite microbica.

I relatori italiani hanno invece portato l’attenzione sulla clinica, con gli occhi puntati sulle nuove frontiere dell’ortocheratologia: la correzione dell’ipermetropia, della presbiopia, dell’astigmatismo, le speranze su un possibile controllo della progressione miopica e di un impiego nella stabilizzazione del cheratocono, in abbinamento con le nuove tecniche di cross-linking. Marino Formenti, presidente di AIOK, ha inoltre illustrato i contenuti del recente Congresso dell’American Academy of Orthokeratology, che si Ŕ svolto lo scorso aprile a San Diego e al quale ha partecipato, portando la testimonianza dell’esperienza italiana in ortocheratologia. Il lunedý si Ŕ tenuta una sessione di presentazione di casi clinici, illustrati da alcuni soci AIOK che hanno sostenuto l’esame di fellowship.

Complessivamente, hanno partecipato alle due giornate di studio oltre cento iscritti, a dimostrazione di quanto vivo sia l’interesse per questo argomento fra i contattologi del nostro paese.



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